Today's Readings
The Scripture readings appointed for today, with the full text in your language. Follow the daily readings for your tradition, every morning, in the Bosko app.
First Reading
Job 15
Allora Elifaz di Teman rispose e disse: "Il savio risponde egli con vana scienza? si gonfia egli il petto di vento? Si difende egli con ciarle inutili e con parole che non giovan nulla? Tu, poi, distruggi il timor di Dio, menomi il rispetto religioso che gli è dovuto. La tua iniquità ti detta le parole, e adoperi il linguaggio degli astuti. Non io, la tua bocca stessa ti condanna; le tue labbra stesse depongono contro a te. Sei tu il primo uomo che nacque? Fosti tu formato prima de’ monti? Hai tu sentito quel che s’è detto nel Consiglio di Dio? Hai tu fatto incetta della sapienza per te solo? Che sai tu che noi non sappiamo? Che conoscenza hai tu che non sia pur nostra? Ci son fra noi degli uomini canuti ed anche de’ vecchi più attempati di tuo padre. Fai tu sì poco caso delle consolazioni di Dio e delle dolci parole che t’abbiam rivolte? Dove ti trascina il cuore, e che voglion dire codeste torve occhiate? Come! tu volgi la tua collera contro Dio, e ti lasci uscir di bocca tali parole? Che è mai l’uomo per esser puro, il nato di donna per esser giusto? Ecco, Iddio non si fida nemmeno de’ suoi santi, i cieli non son puri agli occhi suoi; quanto meno quest’essere abominevole e corrotto, l’uomo, che tracanna l’iniquità come l’acqua! Io voglio ammaestrarti; porgimi ascolto, e ti racconterò quello che ho visto, quello che i Savi hanno riferito senza nulla celare di quel che sapean dai padri, ai quali soli è stato dato il paese; e in mezzo ai quali non è passato lo straniero. L’empio è tormentato tutti i suoi giorni, e pochi son gli anni riservati al prepotente. Sempre ha negli orecchi rumori spaventosi, e in piena pace gli piomba addosso il distruttore. Non ha speranza d’uscir dalle tenebre, e si sente destinato alla spada. Va errando in cerca di pane; dove trovarne? ei sa che a lui dappresso è pronto il giorno tenebroso. La distretta e l’angoscia lo riempion di paura, l’assalgono a guisa di re pronto alla pugna, perché ha steso la mano contro Dio, ha sfidato l’Onnipotente, gli s’è slanciato audacemente contro, sotto il folto de’ suoi scudi convessi. Avea la faccia coperta di grasso, i fianchi carichi di pinguedine; s’era stabilito in città distrutte, in case disabitate, destinate a diventar mucchi di sassi. Ei non s’arricchirà, la sua fortuna non sarà stabile; né le sue possessioni si stenderanno sulla terra. Non potrà liberarsi dalle tenebre, il vento infocato farà seccare i suoi rampolli, e sarà portato via dal soffio della bocca di Dio. Non confidi nella vanità; è un’illusione; poiché avrà la vanità per ricompensa. La sua fine verrà prima del tempo, e i suoi rami non rinverdiranno più. Sarà come vigna da cui si strappi l’uva ancor acerba, come l’ulivo da cui si scuota il fiore; poiché sterile è la famiglia del profano, e il fuoco divora le tende ov’entrano presenti. L’empio concepisce malizia, e partorisce rovina; ei si prepara in seno il disinganno".
Responsorial Psalm
Psalm 88
Canto. Salmo dei figliuoli di Kore. Per il Capo de’ musici. Da cantarsi mestamente. Cantico di Heman, l’Ezrahita. O Eterno, Dio della mia salvezza, io grido giorno e notte nel tuo cospetto. Venga la mia preghiera dinanzi a te, inclina il tuo orecchio al mio grido; poiché l’anima mia è sazia di mali, e la mia vita è giunta presso al soggiorno dei morti. Io son contato fra quelli che scendon nella fossa; son come un uomo che non ha più forza. Prostrato sto fra i morti, come gli uccisi che giaccion nella tomba, de’ quali tu non ti ricordi più, e che son fuor della portata della tua mano. Tu m’hai posto nella fossa più profonda, in luoghi tenebrosi, negli abissi. L’ira tua pesa su me, e tu m’hai abbattuto con tutti i tuoi flutti. Sela. Tu hai allontanato da me i miei conoscenti, m’hai reso un’abominazione per loro. Io son rinchiuso e non posso uscire. L’occhio mio si consuma per l’afflizione; io t’invoco ogni giorno, o Eterno, stendo verso te le mie mani. Opererai tu qualche miracolo per i morti? I trapassati risorgeranno essi a celebrarti? Sela. La tua benignità sarà ella narrata nel sepolcro, o la tua fedeltà nel luogo della distruzione? Le tue maraviglie saranno esse note nelle tenebre, e la tua giustizia nella terra dell’oblìo? Ma, quant’è a me, o Eterno, io grido a te, e la mattina la mia preghiera ti viene incontro. Perché, o Eterno, rigetti tu l’anima mia? Perché nascondi il tuo volto da me? Io sono afflitto, e morente fin da giovane; io porto il peso dei tuoi terrori e sono smarrito. I tuoi furori mi son passati addosso; i tuoi terrori m’annientano, mi circondano come acque ogni giorno, mi attornian tutti assieme. Hai allontanato da me amici e compagni; i miei conoscenti sono le tenebre.
Second Reading
II Corinthians 11
Oh quanto desidererei che voi sopportaste da parte mia un po’ di follia! Ma pure, sopportatemi! Poiché io son geloso di voi d’una gelosia di Dio, perché v’ho fidanzati ad un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo. Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti siano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purità rispetto a Cristo. Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno Spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un Vangelo diverso da quello che avete accettato, voi ben lo sopportate! Ora io stimo di non essere stato in nulla da meno di cotesti sommi apostoli. Che se pur sono rozzo nel parlare, tale non sono nella conoscenza; e l’abbiamo dimostrato fra voi, per ogni rispetto e in ogni cosa. Ho io commesso peccato quando, abbassando me stesso perché voi foste innalzati, v’ho annunziato l’evangelo di Dio gratuitamente? Ho spogliato altre chiese, prendendo da loro uno stipendio, per poter servir voi; e quando, durante il mio soggiorno fra voi, mi trovai nel bisogno, non fui d’aggravio a nessuno, perché i fratelli, venuti dalla Macedonia, supplirono al mio bisogno; e in ogni cosa mi sono astenuto e m’asterrò ancora dall’esservi d’aggravio. Com’è vero che la verità di Cristo è in me, questo vanto non mi sarà tolto nelle contrade dell’Acaia. Perché? Forse perché non v’amo? Lo sa Iddio. Ma quel che fo lo farò ancora per togliere ogni occasione a coloro che desiderano un’occasione; affinché in quello di cui si vantano siano trovati uguali a noi. Poiché cotesti tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo. E non c’è da maravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere. Lo dico di nuovo: Nessuno mi prenda per pazzo; o se no, anche come pazzo accettatemi, onde anch’io possa gloriarmi un poco. Quello che dico, quando mi vanto con tanta fiducia, non lo dico secondo il Signore, ma come in pazzia. Dacché molti si gloriano secondo la carne, anch’io mi glorierò. Difatti, voi, che siete assennati, li sopportate volentieri i pazzi. Che se uno vi riduce in schiavitù, se uno vi divora, se uno vi prende il vostro, se uno s’innalza sopra voi, se uno vi percuote in faccia, voi lo sopportate. Lo dico a nostra vergogna, come se noi fossimo stati deboli; eppure, in qualunque cosa uno possa essere baldanzoso (parlo da pazzo), sono baldanzoso anch’io. Son dessi Ebrei? Lo sono anch’io. Son dessi Israeliti? Lo sono anch’io. Son dessi progenie d’Abramo? Lo sono anch’io. Son dessi ministri di Cristo? (Parlo come uno fuor di sé), io lo sono più di loro; più di loro per le fatiche, più di loro per le carcerazioni, assai più di loro per le battiture sofferte. Sono spesso stato in pericolo di morte. Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte sull’abisso. Spesse volte in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo di ladroni, in pericoli per parte de’ miei connazionali, in pericoli per parte dei Gentili, in pericoli in città, in pericoli nei deserti, in pericoli sul mare, in pericoli tra falsi fratelli; in fatiche ed in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità. E per non parlar d’altro, c’è quel che m’assale tutti i giorni, l’ansietà per tutte le chiese. Chi è debole ch’io non sia debole? Chi è scandalizzato, che io non arda? Se bisogna gloriarsi, io mi glorierò delle cose che concernono la mia debolezza. L’Iddio e Padre del nostro Signor Gesù che è benedetto in eterno, sa ch’io non mento. A Damasco, il governatore del re Areta avea posto delle guardie alla città dei Damasceni per pigliarmi; e da una finestra fui calato, in una cesta, lungo il muro, e scampai dalle sue mani.
Gospel
Mark 3
Poi entrò di nuovo in una sinagoga; e quivi era un uomo che avea la mano secca. E l’osservavano per vedere se lo guarirebbe in giorno di sabato, per poterlo accusare. Ed egli disse all’uomo che avea la mano secca: Lèvati là nel mezzo! Poi disse loro: E’ egli lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla? Ma quelli tacevano. Allora Gesù, guardatili tutt’intorno con indignazione, contristato per l’induramento del cuor loro, disse all’uomo: Stendi la mano! Egli la stese, e la sua mano tornò sana. E i Farisei, usciti, tennero subito consiglio con gli Erodiani contro di lui, con lo scopo di farlo morire. Poi Gesù co’ suoi discepoli si ritirò verso il mare; e dalla Galilea gran moltitudine lo seguitò; e dalla Giudea e da Gerusalemme e dalla Idumea e da oltre il Giordano e dai dintorni di Tiro e di Sidone una gran folla, udendo quante cose egli facea, venne a lui. Ed egli disse ai suoi discepoli che gli tenessero sempre pronta una barchetta a motivo della calca, che talora non l’affollasse. Perché egli ne aveva guariti molti; cosicché tutti quelli che aveano qualche flagello gli si precipitavano addosso per toccarlo. E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gittavano davanti a lui e gridavano: Tu sei il Figliuol di Dio! Ed egli li sgridava forte, affinché non facessero conoscere chi egli era. Poi Gesù salì sul monte e chiamò a sé quei ch’egli stesso volle, ed essi andarono a lui. E ne costituì dodici per tenerli con sé e per mandarli a predicare con la potestà di cacciare i demoni. Costituì dunque i dodici, cioè: Simone, al quale mise nome Pietro; e Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali pose nome Boanerges, che vuol dire figliuoli del tuono; e Andrea e Filippo e Bartolomeo e Matteo e Toma e Giacomo di Alfeo e Taddeo e Simone il Cananeo e Giuda Iscariot quello che poi lo tradì. Poi entrò in una casa, e la moltitudine si adunò di nuovo, talché egli ed i suoi non potevan neppur prender cibo. or i suoi parenti, udito ciò, vennero per impadronirsi di lui, perché dicevano: E’ fuori di sé. E gli scribi, ch’eran discesi da Gerusalemme, dicevano: Egli ha Beelzebub, ed è per l’aiuto del principe dei demoni, ch’ei caccia i demoni. Ma egli, chiamatili a sé, diceva loro in parabole: Come può Satana cacciar Satana? E se un regno è diviso in parti contrarie, quel regno non può durare. E se una casa è divisa in parti contrarie, quella casa non potrà reggere. E se Satana insorge contro se stesso ed è diviso, non può reggere, ma deve finire. Ed anzi niuno può entrar nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue masserizie, se prima non abbia legato l’uomo forte; allora soltanto gli prenderà la casa. In verità io vi dico: Ai figliuoli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha remissione in eterno, ma è reo d’un peccato eterno. Or egli parlava così perché dicevano: Ha uno spirito immondo. E giunsero sua madre ed i suoi fratelli; e fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. Una moltitudine gli stava seduta attorno, quando gli fu detto: Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano. Ed egli rispose loro: Chi è mia madre? e chi sono i miei fratelli? E guardati in giro coloro che gli sedevano d’intorno, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! Chiunque avrà fatta la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre.
A daily plan reading through Scripture in course. Bible text is in the public domain. (Riveduta 1927)
Today's readings, every morning
Bosko brings the daily readings for your tradition to your day — with a reflection, the full Bible in 30 translations, and the liturgical calendar, in 18 languages.
