Bosko

Today's Readings

The Scripture readings appointed for today, with the full text in your language. Follow the daily readings for your tradition, every morning, in the Bosko app.

First Reading

Genesis 27

Or avvenne, quando Isacco era divenuto vecchio e i suoi occhi indeboliti non ci vedevano più, ch’egli chiamò Esaù, suo figliuolo maggiore, e gli disse: "Figliuol mio!" E quello rispose: "Eccomi!" E Isacco: "Ecco, io sono vecchio, e non so il giorno della mia morte. Deh, prendi ora le tue armi, il tuo turcasso e il tuo arco, vattene fuori ai campi, prendimi un po’ di caccia, e preparami una pietanza saporita di quelle che mi piacciono; portamela perch’io la mangi e l’anima mia ti benedica prima ch’io muoia". Ora Rebecca stava ad ascoltare, mentre Isacco parlava ad Esaù suo figliuolo. Ed Esaù se n’andò ai campi per fare qualche caccia e portarla a suo padre. E Rebecca parlò a Giacobbe suo figliuolo, e gli disse: "Ecco, io ho udito tuo padre che parlava ad Esaù tuo fratello, e gli diceva: Portami un po’ di caccia e fammi una pietanza saporita perch’io la mangi e ti benedica nel cospetto dell’Eterno, prima ch’io muoia. Or dunque, figliuol mio, ubbidisci alla mia voce e fa’ quello ch’io ti comando. Va’ ora al gregge e prendimi due buoni capretti; e io ne farò una pietanza saporita per tuo padre, di quelle che gli piacciono. E tu la porterai a tuo padre, perché la mangi, e così ti benedica prima di morire". E Giacobbe disse a Rebecca sua madre: "Ecco, Esaù mio fratello è peloso, e io no. Può darsi che mio padre mi tasti; sarò allora da lui reputato un ingannatore, e mi trarrò addosso una maledizione, invece di una benedizione". E sua madre gli rispose: "Questa maledizione ricada su me, figliuol mio! Ubbidisci pure alla mia voce, e va’ a prendermi i capretti". Egli dunque andò a prenderli, e li menò a sua madre; e sua madre ne preparò una pietanza saporita, di quelle che piacevano al padre di lui. Poi Rebecca prese i più bei vestiti di Esaù suo figliuolo maggiore, i quali aveva in casa presso di sé, e li fece indossare a Giacobbe suo figliuolo minore; e con le pelli de’ capretti gli coprì le mani e il collo, ch’era senza peli. Poi mise in mano a Giacobbe suo figliuolo la pietanza saporita e il pane che avea preparato. Ed egli venne a suo padre e gli disse: "Padre mio!" E Isacco rispose: "Eccomi; chi sei tu, figliuol mio?" E Giacobbe disse a suo padre: "Sono Esaù, il tuo primogenito. Ho fatto come tu m’hai detto. Deh, lèvati, mettiti a sedere e mangia della mia caccia, affinché l’anima tua mi benedica". E Isacco disse ai suo figliuolo: "Come hai fatto a trovarne così presto, figliuol mio?" E quello rispose: "Perché l’Eterno, il tuo Dio, l’ha fatta venire sulla mia via". E Isacco disse a Giacobbe: "Fatti vicino, figliuol mio, ch’io ti tasti, per sapere se sei proprio il mio figliuolo Esaù, o no". Giacobbe dunque s’avvicinò a Isacco suo padre e, come questi l’ebbe tastato, disse: "La voce è la voce di Giacobbe; ma le mani son le mani d’Esaù". E non lo riconobbe, perché le mani di lui eran pelose come le mani di Esaù suo fratello: e lo benedisse. E disse: "Sei tu proprio il mio figliuolo Esaù?" Egli rispose: "Sì". E Isacco gli disse: "Servimi ch’io mangi della caccia del mio figliuolo e l’anima mia ti benedica". E Giacobbe lo servì, e Isacco mangiò. Giacobbe gli portò anche del vino, ed egli bevve. Poi Isacco suo padre gli disse: "Deh, fatti vicino e baciami, figliuol mio". Ed egli s’avvicinò e lo baciò. E Isacco senti l’odore de’ vestiti di lui, e lo benedisse dicendo: "Ecco, l’odor del mio figliuolo è come l’odor d’un campo, che l’Eterno ha benedetto. Iddio ti dia della rugiada de’ cieli e della grassezza della terra e abbondanza di frumento e di vino. Ti servano i popoli e le nazioni s’inchinino davanti a te. Sii padrone de’ tuoi fratelli e i figli di tua madre s’inchinino davanti a te. Maledetto sia chiunque ti maledice, benedetto sia chiunque ti benedice!" E avvenne che, come Isacco ebbe finito di benedire Giacobbe e Giacobbe se n’era appena andato dalla presenza d’Isacco suo padre, Esaù suo fratello giunse dalla sua caccia. Anch’egli preparò una pietanza saporita la portò a suo padre, e gli disse: "Lèvisi mio padre, e mangi della caccia del suo figliuolo, affinché l’anima tua mi benedica". E Isacco suo padre gli disse: "Chi sei tu?" Ed egli rispose: "Sono Esaù, il tuo figliuolo primogenito". Isacco fu preso da un tremito fortissimo, e disse: "E allora, chi è che ha preso della caccia e me l’ha portata? Io ho mangiato di tutto prima che tu venissi, e l’ho benedetto; e benedetto ei sarà". Quando Esaù ebbe udite le parole di suo padre, dette in un grido forte ed amarissimo. Poi disse a suo padre: "Benedici anche me, padre mio!" E Isacco rispose: "Il tuo fratello è venuto con inganno e ha preso la tua benedizione". Ed Esaù: "Non è forse a ragione ch’egli è stato chiamato Giacobbe? M’ha già soppiantato due volte: mi tolse la mia primogenitura, ed ecco che ora m’ha tolta la mia benedizione". Poi aggiunse: "Non hai tu riserbato qualche benedizione per me?" E Isacco rispose e disse a Esaù: "Ecco io l’ho costituito tuo padrone, e gli ho dato tutti i suoi fratelli per servi, e l’ho provvisto di frumento e di vino; che potrei dunque fare per te, figliuol mio?" Ed Esaù disse a suo padre: "Non hai tu che questa benedizione, padre mio? Benedici anche me, o padre mio!" Ed Esaù alzò la voce e pianse. E Isacco suo padre rispose e gli disse: "Ecco, la tua dimora sarà priva della grassezza della terra e della rugiada che scende dai cieli. Tu vivrai della tua spada, e sarai servo del tuo fratello; ma avverrà che, menando una vita errante, tu spezzerai il suo giogo di sul tuo collo". Ed Esaù prese a odiare Giacobbe a motivo della benedizione datagli da suo padre; e disse in cuor suo: "I giorni del lutto di mio padre si avvicinano; allora ucciderò il mio fratello Giacobbe". Furon riferite a Rebecca le parole di Esaù, suo figliuolo maggiore; ed ella mandò a chiamare Giacobbe, suo figliuolo minore, e gli disse: "Ecco, Esaù, tuo fratello, si consola riguardo a te, proponendosi d’ucciderti. Or dunque, figliuol mio, ubbidisci alla mia voce; lèvati, e fuggi a Charan da Labano mio fratello; e trattienti quivi qualche tempo, finché il furore del tuo fratello sia passato, finché l’ira del tuo fratello si sia stornata da te ed egli abbia dimenticato quello che tu gli hai fatto; e allora io manderò a farti ricondurre di la. Perché sarei io privata di voi due in uno stesso giorno?" E Rebecca disse ad Isacco: "Io sono disgustata della vita a motivo di queste figliuole di Heth. Se Giacobbe prende in moglie, tra le figliuole di Heth, tra le figliuole del paese, una donna come quelle, che mi giova la vita?"

Responsorial Psalm

Psalm 119

Beati quelli che sono integri nelle loro vie, che camminano secondo la legge dell’Eterno. Beati quelli che osservano le sue testimonianze, che lo cercano con tutto il cuore, ed anche non operano iniquità, ma camminano nelle sue vie. Tu hai ordinato i tuoi precetti perché siano osservati con cura. Oh siano le mie vie dirette all’osservanza dei tuoi statuti! Allora non sarò svergognato quando considererò tutti i tuoi comandamenti. Io ti celebrerò con dirittura di cuore, quando avrò imparato i tuoi giusti decreti. Io osserverò i tuoi statuti, non abbandonarmi del tutto. Come renderà il giovane la sua via pura? Col badare ad essa secondo la tua parola. Io ti ho cercato con tutto il mio cuore; non lasciarmi deviare dai tuoi comandamenti. Io ho riposto la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te. Tu sei benedetto, o Eterno; insegnami i tuoi statuti. Ho raccontato con le mie labbra tutti i giudizi della tua bocca. Io gioisco nella via delle tue testimonianze, come se possedessi tutte le ricchezze. Io mediterò sui tuoi precetti e considerò i tuoi sentieri. Io mi diletterò nei tuoi statuti, non dimenticherò la tua parola. Fa’ del bene al tuo servitore perché io viva ed osservi la tua parola. Apri gli occhi miei ond’io contempli le maraviglie della tua legge. Io sono un forestiero sulla terra; non mi nascondere i tuoi comandamenti. L’anima mia si strugge dalla brama che ha dei tuoi giudizi in ogni tempo. Tu sgridi i superbi, i maledetti, che deviano dai tuoi comandamenti. Togli di sopra a me il vituperio e lo sprezzo, perché io ho osservato le tue testimonianze. Anche quando i principi siedono e parlano contro di me, il tuo servitore medita i tuoi statuti. Sì, le tue testimonianze sono il mio diletto e i miei consiglieri. L’anima mia è attaccata alla polvere; vivificami secondo la tua parola. Io ti ho narrato le mie vie, e tu m’hai risposto; insegnami i tuoi statuti. Fammi intendere la via dei tuoi precetti, ed io mediterò le tue maraviglie. L’anima mia, dal dolore, si strugge in lacrime; rialzami secondo la tua parola. Tieni lontana da me la via della menzogna, e, nella tua grazia, fammi intender la tua legge. Io ho scelto la via della fedeltà, mi son posto i tuoi giudizi dinanzi agli occhi. Io mi tengo attaccato alle tue testimonianze; o Eterno, non lasciare che io sia confuso. Io correrò per la via dei tuoi comandamenti, quando m’avrai allargato il cuore. Insegnami, o Eterno, la via dei tuoi statuti ed io la seguirò fino alla fine. Dammi intelletto e osserverò la tua legge; la praticherò con tutto il cuore. Conducimi per il sentiero dei tuoi comandamenti, poiché io mi diletto in esso. Inclina il mio cuore alle tue testimonianze e non alla cupidigia. Distogli gli occhi miei dal contemplare la vanità, e vivificami nelle tue vie. Mantieni al tuo servitore la tua parola, che inculca il tuo timore. Rimuovi da me il vituperio ch’io temo, perché i tuoi giudizi son buoni. Ecco, io bramo i tuoi precetti, vivificami nella tua giustizia. Vengano su me le tue benignità, o Eterno, e la tua salvezza, secondo la tua parola. E avrò di che rispondere a chi mi fa vituperio, perché confido nella tua parola. Non mi toglier del tutto dalla bocca la parola della verità, perché spero nei tuoi giudizi. Ed io osserverò la tua legge del continuo, in sempiterno. E camminerò con libertà, perché ho cercato i tuoi precetti. Parlerò delle tue testimonianze davanti ai re e non sarò svergognato. E mi diletterò nei tuoi comandamenti, i quali io amo. Alzerò le mie mani verso i tuoi comandamenti che amo, e mediterò i tuoi statuti. Ricordati della parola detta al tuo servitore; su di essa m’hai fatto sperare. Questo è il mio conforto nella mia afflizione; che la tua parola mi vivifica. I superbi mi cuopron di scherno, ma io non devìo dalla tua legge. Io mi ricordo de’ tuoi giudizi antichi, o Eterno, e mi consolo. Un’ira ardente mi prende a motivo degli empi, che abbandonano la tua legge. I tuoi statuti sono i miei cantici, nella casa del mio pellegrinaggio. Io mi ricordo la notte del tuo nome, o Eterno, e osservo la tua legge. Questo bene mi è toccato, di osservare i tuoi precetti. L’Eterno è la mia parte; ho promesso d’osservare le tue parole. Io ho cercato il tuo favore con tutto il cuore: abbi pietà di me, secondo la tua parola. Io ho riflettuto alle mie vie e ho rivolto i miei passi verso le tue testimonianze. Mi sono affrettato, e non ho indugiato ad osservare i tuoi comandamenti. I lacci degli empi m’hanno avviluppato, ma io non ho dimenticato la tua legge. A mezzanotte io mi levo per celebrarti a motivo dei tuoi giusti giudizi. Io sono il compagno di tutti quelli che ti temono e di quelli che osservano i tuoi precetti. O Eterno, la terra è piena della tua benignità; insegnami i tuoi statuti. Tu hai fatto del bene al tuo servitore, o Eterno, secondo la tua parola. Dammi buon senno e intelligenza, perché ho creduto nei tuoi comandamenti. Prima che io fossi afflitto, andavo errando; ma ora osservo la tua parola. Tu sei buono e fai del bene; insegnami i tuoi statuti. I superbi hanno ordito menzogne contro a me, ma io osservo i tuoi precetti con tutto il cuore. Il loro cuore è denso come grasso, ma io mi diletto nella tua legge. E’ stato un bene per me l’essere afflitto, ond’io imparassi i tuoi statuti. La legge della tua bocca mi val meglio di migliaia di monete d’oro e d’argento. Le tue mani m’hanno fatto e formato; dammi intelletto e imparerò i tuoi comandamenti. Quelli che ti temono mi vedranno e si rallegreranno, perché ho sperato nella tua parola. Io so, o Eterno, che i tuoi giudizi son giusti, e che nella tua fedeltà m’hai afflitto. Deh, sia la tua benignità il mio conforto, secondo la tua parola detta al tuo servitore. Vengan su me le tue compassioni, ond’io viva; perché la tua legge è il mio diletto. Sian contusi i superbi, perché, mentendo, pervertono la mia causa; ma io medito i tuoi precetti. Rivolgansi a me quelli che ti temono e quelli che conoscono le tue testimonianze. Sia il mio cuore integro nei tuoi statuti ond’io non sia confuso. L’anima mia vien meno bramando la tua salvezza; io spero nella tua parola. Gli occhi miei vengon meno bramando la tua parola, mentre dico: Quando mi consolerai? Poiché io son divenuto come un otre al fumo; ma non dimentico i tuoi statuti. Quanti sono i giorni del tuo servitore? Quando farai giustizia di quelli che mi perseguitano? I superbi mi hanno scavato delle fosse; essi, che non agiscono secondo la tua legge. Tutti i tuoi comandamenti sono fedeltà; costoro mi perseguitano a torto; soccorrimi! Mi hanno fatto quasi sparire dalla terra; ma io non ho abbandonato i tuoi precetti. Vivificami secondo la tua benignità, ed io osserverò la testimonianza della tua bocca. In perpetuo, o Eterno, la tua parola è stabile nei cieli. La tua fedeltà dura d’età in età; tu hai fondato la terra ed essa sussiste. Tutto sussiste anche oggi secondo i tuoi ordini, perché ogni cosa è al tuo servigio. Se la tua legge non fosse stata il mio diletto, sarei già perito nella mia afflizione. Io non dimenticherò mai i tuoi precetti, perché per essi tu mi hai vivificato. Io son tuo, salvami, perché ho cercato i tuoi precetti. Gli empi m’hanno aspettato per farmi perire, ma io considero le tue testimonianze. Io ho veduto che ogni cosa perfetta ha un limite, ma il tuo comandamento ha una estensione infinita. Oh, quanto amo la tua legge! è la mia meditazione di tutto il giorno. I tuoi comandamenti mi rendon più savio dei miei nemici; perché sono sempre meco. Io ho più intelletto di tutti i miei maestri, perché le tue testimonianze son la mia meditazione. Io ho più intelligenza de’ vecchi, perché ho osservato i tuoi precetti. Io ho trattenuto i miei piedi da ogni sentiero malvagio, per osservare la tua parola. Io non mi sono distolto dai tuoi giudizi, perché tu m’hai ammaestrato. Oh come son dolci le tue parole al mio palato! Son più dolci del miele alla mia bocca. Mediante i tuoi precetti io divento intelligente; perciò odio ogni sentiero di falsità. La tua parola è una lampada al mio piè ed una luce sul mio sentiero. Io ho giurato, e lo manterrò, d’osservare i tuoi giusti giudizi. Io sono sommamente afflitto; o Eterno, vivificami secondo la tua parola. Deh, o Eterno, gradisci le offerte volontarie della mia bocca, e insegnami i tuoi giudizi. La vita mia è del continuo in pericolo ma io non dimentico la tua legge. Gli empi mi hanno teso dei lacci, ma io non mi sono sviato dai tuoi precetti. Le tue testimonianze son la mia eredità in perpetuo, perché son la letizia del mio cuore. Io ho inclinato il mio cuore a praticare i tuoi statuti, in perpetuo, sino alla fine. Io odio gli uomini dal cuor doppio, ma amo la tua legge. Tu sei il mio rifugio ed il mio scudo; io spero nella tua parola. Dipartitevi da me, o malvagi, ed io osserverò i comandamenti del mio Dio. Sostienmi secondo la tua parola, ond’io viva, e non rendermi confuso nella mia speranza. Sii il mio sostegno, e sarò salvo, e terrò del continuo i tuoi statuti dinanzi agli occhi. Tu disprezzi tutti quelli che deviano dai tuoi statuti, perché la loro frode è falsità. Tu togli via come schiuma tutti gli empi dalla terra; perciò amo le tue testimonianze. La mia carne rabbrividisce per lo spavento di te, e io temo i tuoi giudizi. Io ho fatto ciò che è diritto e giusto; non abbandonarmi ai miei oppressori. Da’ sicurtà per il bene del tuo servitore, e non lasciare che i superbi m’opprimano. Gli occhi miei vengon meno, bramando la tua salvezza e la parola della tua giustizia. Opera verso il tuo servitore secondo la tua benignità, e insegnami i tuoi statuti. Io sono tuo servitore; dammi intelletto, perché possa conoscere le tue testimonianze. E’ tempo che l’Eterno operi; essi hanno annullato la tua legge. Perciò io amo i tuoi comandamenti più dell’oro, più dell’oro finissimo. Perciò ritengo diritti tutti i tuoi precetti, e odio ogni sentiero di menzogna. Le tue testimonianze sono maravigliose; perciò l’anima mia le osserva. La dichiarazione delle tue parole illumina; dà intelletto ai semplici. Io ho aperto la bocca e ho sospirato perché ho bramato i tuoi comandamenti. Volgiti a me ed abbi pietà di me, com’è giusto che tu faccia a chi ama il tuo nome. Rafferma i miei passi nella tua parola, e non lasciare che alcuna iniquità mi domini. Liberami dall’oppressione degli uomini, ed io osserverò i tuoi precetti. Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servitore, e insegnami i tuoi statuti. Rivi di lacrime mi scendon giù dagli occhi, perché la tua legge non è osservata. Tu sei giusto, o Eterno, e diritti sono i tuoi giudizi. Tu hai prescritto le tue testimonianze con giustizia e con grande fedeltà. Il mio zelo mi consuma perché i miei nemici han dimenticato le tue parole. La tua parola è pura d’ogni scoria; perciò il tuo servitore l’ama. Io son piccolo e sprezzato, ma non dimentico i tuoi precetti. La tua giustizia è una giustizia eterna, e la tua legge è verità. Distretta e tribolazione m’hanno còlto, ma i tuoi comandamenti sono il mio diletto. Le tue testimonianze sono giuste in eterno; dammi intelletto ed io vivrò. Io grido con tutto il cuore; rispondimi, o Eterno! Io osserverò i tuoi statuti. Io t’invoco; salvami, e osserverò le tue testimonianze. Io prevengo l’alba e grido; io spero nella tua parola. Gli occhi miei prevengono lo vigilie della notte, per meditare la tua parola. Ascolta la mia voce secondo la tua benignità; o Eterno, vivificami secondo la tua giustizia. Si accostano a me quelli che van dietro alla scelleratezza; essi son lontani dalla tua legge. Tu sei vicino, o Eterno, e tutti i tuoi comandamenti son verità. Da lungo tempo so dalle tue testimonianze che tu le hai stabilite in eterno. Considera la mia afflizione, e liberami; perché non ho dimenticato la tua legge. Difendi tu la mia causa e riscattami; vivificami secondo la tua parola. La salvezza è lungi dagli empi, perché non cercano i tuoi statuti. Le tue compassioni son grandi, o Eterno; vivificami secondo i tuoi giudizi. I miei persecutori e i miei avversari son molti, ma io non devìo dalle tue testimonianze. Io ho veduto gli sleali e ne ho provato orrore; perché non osservano la tua parola. Vedi come amo i tuoi precetti! O Eterno, vivificami secondo la tua benignità. La somma della tua parola è verità; e tutti i giudizi della tua giustizia durano in eterno. I principi m’hanno perseguitato senza ragione, ma il mio cuore ha timore delle tue parole. Io mi rallegro della tua parola, come uno che trova grandi spoglie. Io odio e abomino la menzogna, ma amo la tua legge. Io ti lodo sette volte al giorno per i giudizi della tua giustizia. Gran pace hanno quelli che amano la tua legge, e non c’è nulla che possa farli cadere. Io ho sperato nella tua salvezza, o Eterno, e ho messo in pratica i tuoi comandamenti. L’anima mia ha osservato le tue testimonianze, ed io le amo grandemente. Io ho osservato i tuoi precetti e le tue testimonianze, perché tutte le mie vie ti stanno dinanzi. Giunga il mio grido dinanzi a te, o Eterno; dammi intelletto secondo la tua parola. Giunga la mia supplicazione in tua presenza; liberami secondo la tua parola. Le mie labbra esprimeranno la tua lode, perché tu m’insegni i tuoi statuti. La mia lingua celebrerà la tua parola, perché tutti i tuoi comandamenti sono giustizia. La tua mano mi aiuti, perché ho scelto i tuoi precetti. Io bramo la tua salvezza, o Eterno, e la tua legge è il mio diletto. L’anima mia viva, ed essa ti loderà; e mi soccorrano i tuoi giudizi. Io vo errando come pecora smarrita; cerca il tuo servitore, perché io non dimentico i tuoi comandamenti.

Second Reading

Ephesians 5

Siate dunque imitatori di Dio, come figliuoli suoi diletti; camminate nell’amore come anche Cristo vi ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio, qual profumo d’odor soave. Ma come si conviene a dei santi, né fornicazione, né alcuna impurità, né avarizia, sia neppur nominata fra voi; né disonestà, né buffonerie, né facezie scurrili, che son cose sconvenienti; ma piuttosto, rendimento di grazie. Poiché voi sapete molto bene che niun fornicatore o impuro, o avaro (che è un idolatra), ha eredità nel regno di Cristo e di Dio. Niuno vi seduca con vani ragionamenti; poiché è per queste cose che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli. Non siate dunque loro compagni; perché già eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Conducetevi come figliuoli di luce (poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà e giustizia e verità), esaminando che cosa sia accetto al Signore. E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; anzi, piuttosto riprendetele; poiché egli è disonesto pur di dire le cose che si fanno da costoro in occulto. Ma tutte le cose, quando sono riprese dalla luce, diventano manifeste; poiché tutto ciò che è manifesto, è luce. Perciò dice: Risvegliati, o tu che dormi, e risorgi da’ morti, e Cristo t’inonderà di luce. Guardate dunque con diligenza come vi conducete; non da stolti, ma da savi; approfittando delle occasioni, perché i giorni sono malvagi. Perciò non siate disavveduti, ma intendete bene quale sia la volontà del Signore. E non v’inebriate di vino; esso porta alla dissolutezza; ma siate ripieni dello Spirito, parlandovi con salmi ed inni e canzoni spirituali, cantando e salmeggiando col cuor vostro al Signore; rendendo del continuo grazie d’ogni cosa a Dio e Padre, nel nome del Signor nostro Gesù Cristo; sottoponendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Mogli, siate soggette ai vostri mariti, come al Signore; poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, egli, che è il Salvatore del corpo. Ma come la Chiesa è soggetta a Cristo, così debbono anche le mogli esser soggette a’ loro mariti in ogni cosa. Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, affin di santificarla, dopo averla purificata col lavacro dell’acqua mediante la Parola, affin di far egli stesso comparire dinanzi a sé questa Chiesa, gloriosa, senza macchia, senza ruga o cosa alcuna simile, ma santa ed irreprensibile. Allo stesso modo anche i mariti debbono amare le loro mogli, come i loro propri corpi. Chi ama sua moglie ama se stesso. Poiché niuno ebbe mai in odio la sua carne; anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la Chiesa, poiché noi siamo membra del suo corpo. Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e s’unirà a sua moglie, e i due diverranno una stessa carne. Questo mistero è grande; dico questo, riguardo a Cristo ed alla Chiesa. Ma d’altronde, anche fra voi, ciascuno individualmente così ami sua moglie, come ama se stesso; e altresì la moglie rispetti il marito.

Gospel

Matthew 6

Guardatevi dal praticare la vostra giustizia nel cospetto degli uomini per esser osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl’ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, affinché la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. E quando pregate, non siate come gl’ipocriti; poiché essi amano di fare orazione stando in piè nelle sinagoghe e ai canti delle piazze per esser veduti dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l’uscio fa’ orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. E nel pregare non usate soverchie dicerie come fanno i pagani, i quali pensano d’essere esauditi per la moltitudine delle loro parole. Non li rassomigliate dunque, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta nel cielo. Dacci oggi il nostro pane cotidiano; e rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno. Poiché se voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri falli. E quando digiunate, non siate mesti d’aspetto come gl’ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e làvati la faccia, affinché non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri sconficcano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, ove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non sconficcano né rubano. Perché dov’è il tuo tesoro, quivi sarà anche il tuo cuore. La lampada del corpo è l’occhio. Se dunque l’occhio tuo è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato; ma se l’occhio tuo è viziato, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebre, esse tenebre quanto grandi saranno! Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona. Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro? E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito? E intorno al vestire, perché siete con ansietà solleciti? Considerate come crescono i gigli della campagna; essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede? Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? che berremo? o di che ci vestiremo? Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non siate dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

A daily plan reading through Scripture in course. Bible text is in the public domain. (Riveduta 1927)

Today's readings, every morning

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