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Today's Readings

The Scripture readings appointed for today, with the full text in your language. Follow the daily readings for your tradition, every morning, in the Bosko app.

First Reading

II Chronicles 11

Roboamo, giunto che fu a Gerusalemme, radunò la casa di Giuda e di Beniamino, centottantamila uomini, guerrieri scelti, per combattere contro Israele e restituire il regno a Roboamo. Ma la parola dell’Eterno fu così rivolta a Scemaia, uomo di Dio: "Parla a Roboamo, figliuolo di Salomone, re di Giuda, e a tutto Israele in Giuda e in Beniamino, e di’ loro: Così parla l’Eterno: Non salite a combattere contro i vostri fratelli! Ognuno se ne torni a casa sua; perché questo e avvenuto per voler mio". Quelli ubbidirono alla parola dell’Eterno, e se ne tornaron via rinunziando a marciare contro Geroboamo. Roboamo abitò in Gerusalemme, e costruì delle città fortificate in Giuda. Costruì Bethlehem, Etam, Tekoa, Beth-Tsur, Soco, Adullam, Gath, Maresha, Zif, Adoraim, Lakis, Azeka, Tsorea, Ajalon ed Hebron, che erano in Giuda e in Beniamino, e ne fece delle città fortificate. Munì queste città fortificate, vi pose dei comandanti e dei magazzini di viveri, d’olio e di vino; e in ognuna di queste città mise scudi e lance, e le rese straordinariamente forti. E Giuda e Beniamino furon per lui. I sacerdoti e i Leviti di tutto Israele vennero da tutte le loro contrade a porsi accanto a lui; poiché i Leviti abbandonarono i loro contadi e le loro proprietà, e vennero in Giuda e a Gerusalemme; perché Geroboamo, con i suoi figliuoli, li avea cacciati perché non esercitassero più l’ufficio di sacerdoti dell’Eterno, e s’era creato de’ sacerdoti per gli alti luoghi, per i demoni, e per i vitelli che avea fatti. E quelli di tutte le tribù d’Israele che aveano in cuore di cercare l’Eterno, l’Iddio d’Israele, seguirono i Leviti a Gerusalemme per offrir sacrifizi all’Eterno, all’Iddio del loro padri; e fortificarono così il regno di Giuda e resero stabile Roboamo, figliuolo di Salomone, durante tre anni; perché per tre anni seguiron la via di Davide e di Salomone. Roboamo prese per moglie Mahalath, figliuola di Jerimoth, figliuolo di Davide e di Abihail, figliuola di Eliab, figliuolo d’Isai. Essa gli partorì questi figliuoli: Jeush, Scemaria e Zaham. Dopo di lei, prese Maaca, figliuola d’Absalom, la quale gli partorì Ahija, Attai, Ziza e Scelomith. E Roboamo amò Maaca, figliuola di Absalom, più di tutte le sue mogli e di tutte le sue concubine; perché ebbe diciotto mogli, e sessanta concubine, e generò ventotto figliuoli e sessanta figliuole. Roboamo stabilì Abija, figliuolo di Maaca, come capo della famiglia e principe de’ suoi fratelli, perché aveva in mente di farlo re. E, con avvedutezza, sparse tutti i suoi figliuoli per tutte le contrade di Giuda e di Beniamino, in tutte le città fortificate, dette loro viveri in abbondanza, e cercò per loro molte mogli.

Responsorial Psalm

Psalm 119

Beati quelli che sono integri nelle loro vie, che camminano secondo la legge dell’Eterno. Beati quelli che osservano le sue testimonianze, che lo cercano con tutto il cuore, ed anche non operano iniquità, ma camminano nelle sue vie. Tu hai ordinato i tuoi precetti perché siano osservati con cura. Oh siano le mie vie dirette all’osservanza dei tuoi statuti! Allora non sarò svergognato quando considererò tutti i tuoi comandamenti. Io ti celebrerò con dirittura di cuore, quando avrò imparato i tuoi giusti decreti. Io osserverò i tuoi statuti, non abbandonarmi del tutto. Come renderà il giovane la sua via pura? Col badare ad essa secondo la tua parola. Io ti ho cercato con tutto il mio cuore; non lasciarmi deviare dai tuoi comandamenti. Io ho riposto la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te. Tu sei benedetto, o Eterno; insegnami i tuoi statuti. Ho raccontato con le mie labbra tutti i giudizi della tua bocca. Io gioisco nella via delle tue testimonianze, come se possedessi tutte le ricchezze. Io mediterò sui tuoi precetti e considerò i tuoi sentieri. Io mi diletterò nei tuoi statuti, non dimenticherò la tua parola. Fa’ del bene al tuo servitore perché io viva ed osservi la tua parola. Apri gli occhi miei ond’io contempli le maraviglie della tua legge. Io sono un forestiero sulla terra; non mi nascondere i tuoi comandamenti. L’anima mia si strugge dalla brama che ha dei tuoi giudizi in ogni tempo. Tu sgridi i superbi, i maledetti, che deviano dai tuoi comandamenti. Togli di sopra a me il vituperio e lo sprezzo, perché io ho osservato le tue testimonianze. Anche quando i principi siedono e parlano contro di me, il tuo servitore medita i tuoi statuti. Sì, le tue testimonianze sono il mio diletto e i miei consiglieri. L’anima mia è attaccata alla polvere; vivificami secondo la tua parola. Io ti ho narrato le mie vie, e tu m’hai risposto; insegnami i tuoi statuti. Fammi intendere la via dei tuoi precetti, ed io mediterò le tue maraviglie. L’anima mia, dal dolore, si strugge in lacrime; rialzami secondo la tua parola. Tieni lontana da me la via della menzogna, e, nella tua grazia, fammi intender la tua legge. Io ho scelto la via della fedeltà, mi son posto i tuoi giudizi dinanzi agli occhi. Io mi tengo attaccato alle tue testimonianze; o Eterno, non lasciare che io sia confuso. Io correrò per la via dei tuoi comandamenti, quando m’avrai allargato il cuore. Insegnami, o Eterno, la via dei tuoi statuti ed io la seguirò fino alla fine. Dammi intelletto e osserverò la tua legge; la praticherò con tutto il cuore. Conducimi per il sentiero dei tuoi comandamenti, poiché io mi diletto in esso. Inclina il mio cuore alle tue testimonianze e non alla cupidigia. Distogli gli occhi miei dal contemplare la vanità, e vivificami nelle tue vie. Mantieni al tuo servitore la tua parola, che inculca il tuo timore. Rimuovi da me il vituperio ch’io temo, perché i tuoi giudizi son buoni. Ecco, io bramo i tuoi precetti, vivificami nella tua giustizia. Vengano su me le tue benignità, o Eterno, e la tua salvezza, secondo la tua parola. E avrò di che rispondere a chi mi fa vituperio, perché confido nella tua parola. Non mi toglier del tutto dalla bocca la parola della verità, perché spero nei tuoi giudizi. Ed io osserverò la tua legge del continuo, in sempiterno. E camminerò con libertà, perché ho cercato i tuoi precetti. Parlerò delle tue testimonianze davanti ai re e non sarò svergognato. E mi diletterò nei tuoi comandamenti, i quali io amo. Alzerò le mie mani verso i tuoi comandamenti che amo, e mediterò i tuoi statuti. Ricordati della parola detta al tuo servitore; su di essa m’hai fatto sperare. Questo è il mio conforto nella mia afflizione; che la tua parola mi vivifica. I superbi mi cuopron di scherno, ma io non devìo dalla tua legge. Io mi ricordo de’ tuoi giudizi antichi, o Eterno, e mi consolo. Un’ira ardente mi prende a motivo degli empi, che abbandonano la tua legge. I tuoi statuti sono i miei cantici, nella casa del mio pellegrinaggio. Io mi ricordo la notte del tuo nome, o Eterno, e osservo la tua legge. Questo bene mi è toccato, di osservare i tuoi precetti. L’Eterno è la mia parte; ho promesso d’osservare le tue parole. Io ho cercato il tuo favore con tutto il cuore: abbi pietà di me, secondo la tua parola. Io ho riflettuto alle mie vie e ho rivolto i miei passi verso le tue testimonianze. Mi sono affrettato, e non ho indugiato ad osservare i tuoi comandamenti. I lacci degli empi m’hanno avviluppato, ma io non ho dimenticato la tua legge. A mezzanotte io mi levo per celebrarti a motivo dei tuoi giusti giudizi. Io sono il compagno di tutti quelli che ti temono e di quelli che osservano i tuoi precetti. O Eterno, la terra è piena della tua benignità; insegnami i tuoi statuti. Tu hai fatto del bene al tuo servitore, o Eterno, secondo la tua parola. Dammi buon senno e intelligenza, perché ho creduto nei tuoi comandamenti. Prima che io fossi afflitto, andavo errando; ma ora osservo la tua parola. Tu sei buono e fai del bene; insegnami i tuoi statuti. I superbi hanno ordito menzogne contro a me, ma io osservo i tuoi precetti con tutto il cuore. Il loro cuore è denso come grasso, ma io mi diletto nella tua legge. E’ stato un bene per me l’essere afflitto, ond’io imparassi i tuoi statuti. La legge della tua bocca mi val meglio di migliaia di monete d’oro e d’argento. Le tue mani m’hanno fatto e formato; dammi intelletto e imparerò i tuoi comandamenti. Quelli che ti temono mi vedranno e si rallegreranno, perché ho sperato nella tua parola. Io so, o Eterno, che i tuoi giudizi son giusti, e che nella tua fedeltà m’hai afflitto. Deh, sia la tua benignità il mio conforto, secondo la tua parola detta al tuo servitore. Vengan su me le tue compassioni, ond’io viva; perché la tua legge è il mio diletto. Sian contusi i superbi, perché, mentendo, pervertono la mia causa; ma io medito i tuoi precetti. Rivolgansi a me quelli che ti temono e quelli che conoscono le tue testimonianze. Sia il mio cuore integro nei tuoi statuti ond’io non sia confuso. L’anima mia vien meno bramando la tua salvezza; io spero nella tua parola. Gli occhi miei vengon meno bramando la tua parola, mentre dico: Quando mi consolerai? Poiché io son divenuto come un otre al fumo; ma non dimentico i tuoi statuti. Quanti sono i giorni del tuo servitore? Quando farai giustizia di quelli che mi perseguitano? I superbi mi hanno scavato delle fosse; essi, che non agiscono secondo la tua legge. Tutti i tuoi comandamenti sono fedeltà; costoro mi perseguitano a torto; soccorrimi! Mi hanno fatto quasi sparire dalla terra; ma io non ho abbandonato i tuoi precetti. Vivificami secondo la tua benignità, ed io osserverò la testimonianza della tua bocca. In perpetuo, o Eterno, la tua parola è stabile nei cieli. La tua fedeltà dura d’età in età; tu hai fondato la terra ed essa sussiste. Tutto sussiste anche oggi secondo i tuoi ordini, perché ogni cosa è al tuo servigio. Se la tua legge non fosse stata il mio diletto, sarei già perito nella mia afflizione. Io non dimenticherò mai i tuoi precetti, perché per essi tu mi hai vivificato. Io son tuo, salvami, perché ho cercato i tuoi precetti. Gli empi m’hanno aspettato per farmi perire, ma io considero le tue testimonianze. Io ho veduto che ogni cosa perfetta ha un limite, ma il tuo comandamento ha una estensione infinita. Oh, quanto amo la tua legge! è la mia meditazione di tutto il giorno. I tuoi comandamenti mi rendon più savio dei miei nemici; perché sono sempre meco. Io ho più intelletto di tutti i miei maestri, perché le tue testimonianze son la mia meditazione. Io ho più intelligenza de’ vecchi, perché ho osservato i tuoi precetti. Io ho trattenuto i miei piedi da ogni sentiero malvagio, per osservare la tua parola. Io non mi sono distolto dai tuoi giudizi, perché tu m’hai ammaestrato. Oh come son dolci le tue parole al mio palato! Son più dolci del miele alla mia bocca. Mediante i tuoi precetti io divento intelligente; perciò odio ogni sentiero di falsità. La tua parola è una lampada al mio piè ed una luce sul mio sentiero. Io ho giurato, e lo manterrò, d’osservare i tuoi giusti giudizi. Io sono sommamente afflitto; o Eterno, vivificami secondo la tua parola. Deh, o Eterno, gradisci le offerte volontarie della mia bocca, e insegnami i tuoi giudizi. La vita mia è del continuo in pericolo ma io non dimentico la tua legge. Gli empi mi hanno teso dei lacci, ma io non mi sono sviato dai tuoi precetti. Le tue testimonianze son la mia eredità in perpetuo, perché son la letizia del mio cuore. Io ho inclinato il mio cuore a praticare i tuoi statuti, in perpetuo, sino alla fine. Io odio gli uomini dal cuor doppio, ma amo la tua legge. Tu sei il mio rifugio ed il mio scudo; io spero nella tua parola. Dipartitevi da me, o malvagi, ed io osserverò i comandamenti del mio Dio. Sostienmi secondo la tua parola, ond’io viva, e non rendermi confuso nella mia speranza. Sii il mio sostegno, e sarò salvo, e terrò del continuo i tuoi statuti dinanzi agli occhi. Tu disprezzi tutti quelli che deviano dai tuoi statuti, perché la loro frode è falsità. Tu togli via come schiuma tutti gli empi dalla terra; perciò amo le tue testimonianze. La mia carne rabbrividisce per lo spavento di te, e io temo i tuoi giudizi. Io ho fatto ciò che è diritto e giusto; non abbandonarmi ai miei oppressori. Da’ sicurtà per il bene del tuo servitore, e non lasciare che i superbi m’opprimano. Gli occhi miei vengon meno, bramando la tua salvezza e la parola della tua giustizia. Opera verso il tuo servitore secondo la tua benignità, e insegnami i tuoi statuti. Io sono tuo servitore; dammi intelletto, perché possa conoscere le tue testimonianze. E’ tempo che l’Eterno operi; essi hanno annullato la tua legge. Perciò io amo i tuoi comandamenti più dell’oro, più dell’oro finissimo. Perciò ritengo diritti tutti i tuoi precetti, e odio ogni sentiero di menzogna. Le tue testimonianze sono maravigliose; perciò l’anima mia le osserva. La dichiarazione delle tue parole illumina; dà intelletto ai semplici. Io ho aperto la bocca e ho sospirato perché ho bramato i tuoi comandamenti. Volgiti a me ed abbi pietà di me, com’è giusto che tu faccia a chi ama il tuo nome. Rafferma i miei passi nella tua parola, e non lasciare che alcuna iniquità mi domini. Liberami dall’oppressione degli uomini, ed io osserverò i tuoi precetti. Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servitore, e insegnami i tuoi statuti. Rivi di lacrime mi scendon giù dagli occhi, perché la tua legge non è osservata. Tu sei giusto, o Eterno, e diritti sono i tuoi giudizi. Tu hai prescritto le tue testimonianze con giustizia e con grande fedeltà. Il mio zelo mi consuma perché i miei nemici han dimenticato le tue parole. La tua parola è pura d’ogni scoria; perciò il tuo servitore l’ama. Io son piccolo e sprezzato, ma non dimentico i tuoi precetti. La tua giustizia è una giustizia eterna, e la tua legge è verità. Distretta e tribolazione m’hanno còlto, ma i tuoi comandamenti sono il mio diletto. Le tue testimonianze sono giuste in eterno; dammi intelletto ed io vivrò. Io grido con tutto il cuore; rispondimi, o Eterno! Io osserverò i tuoi statuti. Io t’invoco; salvami, e osserverò le tue testimonianze. Io prevengo l’alba e grido; io spero nella tua parola. Gli occhi miei prevengono lo vigilie della notte, per meditare la tua parola. Ascolta la mia voce secondo la tua benignità; o Eterno, vivificami secondo la tua giustizia. Si accostano a me quelli che van dietro alla scelleratezza; essi son lontani dalla tua legge. Tu sei vicino, o Eterno, e tutti i tuoi comandamenti son verità. Da lungo tempo so dalle tue testimonianze che tu le hai stabilite in eterno. Considera la mia afflizione, e liberami; perché non ho dimenticato la tua legge. Difendi tu la mia causa e riscattami; vivificami secondo la tua parola. La salvezza è lungi dagli empi, perché non cercano i tuoi statuti. Le tue compassioni son grandi, o Eterno; vivificami secondo i tuoi giudizi. I miei persecutori e i miei avversari son molti, ma io non devìo dalle tue testimonianze. Io ho veduto gli sleali e ne ho provato orrore; perché non osservano la tua parola. Vedi come amo i tuoi precetti! O Eterno, vivificami secondo la tua benignità. La somma della tua parola è verità; e tutti i giudizi della tua giustizia durano in eterno. I principi m’hanno perseguitato senza ragione, ma il mio cuore ha timore delle tue parole. Io mi rallegro della tua parola, come uno che trova grandi spoglie. Io odio e abomino la menzogna, ma amo la tua legge. Io ti lodo sette volte al giorno per i giudizi della tua giustizia. Gran pace hanno quelli che amano la tua legge, e non c’è nulla che possa farli cadere. Io ho sperato nella tua salvezza, o Eterno, e ho messo in pratica i tuoi comandamenti. L’anima mia ha osservato le tue testimonianze, ed io le amo grandemente. Io ho osservato i tuoi precetti e le tue testimonianze, perché tutte le mie vie ti stanno dinanzi. Giunga il mio grido dinanzi a te, o Eterno; dammi intelletto secondo la tua parola. Giunga la mia supplicazione in tua presenza; liberami secondo la tua parola. Le mie labbra esprimeranno la tua lode, perché tu m’insegni i tuoi statuti. La mia lingua celebrerà la tua parola, perché tutti i tuoi comandamenti sono giustizia. La tua mano mi aiuti, perché ho scelto i tuoi precetti. Io bramo la tua salvezza, o Eterno, e la tua legge è il mio diletto. L’anima mia viva, ed essa ti loderà; e mi soccorrano i tuoi giudizi. Io vo errando come pecora smarrita; cerca il tuo servitore, perché io non dimentico i tuoi comandamenti.

Second Reading

I Timothy 3

Certa è questa parola: se uno aspira all’ufficio di vescovo, desidera un’opera buona. Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, assennato, costumato, ospitale, atto ad insegnare, non dedito al vino né violento, ma sia mite, non litigioso, non amante del danaro che governi bene la propria famiglia e tenga i figliuoli in sottomissione e in tutta riverenza (che se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?), che non sia novizio, affinché, divenuto gonfio d’orgoglio, non cada nella condanna del diavolo. Bisogna inoltre che abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, affinché non cada in vituperio e nel laccio del diavolo. Parimente i diaconi debbono esser dignitosi, non doppi in parole, non proclivi a troppo vino, non avidi di illeciti guadagni; uomini che ritengano il mistero della fede in pura coscienza. E anche questi siano prima provati; poi assumano l’ufficio di diaconi se sono irreprensibili. Parimente siano le donne dignitose, non maldicenti, sobrie, fedeli in ogni cosa. I diaconi siano mariti di una sola moglie, e governino bene i loro figliuoli e le loro famiglie. Perché quelli che hanno ben fatto l’ufficio di diaconi, si acquistano un buon grado e una gran franchezza nella fede che è in Cristo Gesù. Io ti scrivo queste cose sperando di venir tosto da te; e, se mai tardo, affinché tu sappia come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la Chiesa dell’Iddio vivente, colonna e base della verità. E, senza contraddizione, grande è il mistero della pietà: Colui che è stato manifestato in carne, è stato giustificato nello spirito, è apparso agli angeli, è stato predicato fra i Gentili, è stato creduto nel mondo, è stato elevato in gloria.

Gospel

John 1

Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita; e la vita era la luce degli uomini; e la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno ricevuta. Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Egli venne come testimone per render testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui. Egli stesso non era la luce, ma venne per render testimonianza alla luce. La vera luce che illumina ogni uomo, era per venire nel mondo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto. E’ venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non son nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio. E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre. Giovanni gli ha resa testimonianza ed ha esclamato, dicendo: Era di questo che io dicevo: Colui che vien dietro a me mi ha preceduto, perché era prima di me. Infatti, è della sua pienezza che noi tutti abbiamo ricevuto, e grazia sopra grazia. Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità son venute per mezzo di Gesù Cristo. Nessuno ha mai veduto Iddio; l’unigenito Figliuolo, che è nel seno del Padre, è quel che l’ha fatto conoscere. E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei mandarono da Gerusalemme de’ sacerdoti e dei leviti per domandargli: Tu chi sei? Ed egli lo confessò e non lo negò; lo confessò dicendo: Io non sono il Cristo. Ed essi gli domandarono: Che dunque? Sei Elia? Ed egli rispose: Non lo sono. Sei tu il profeta? Ed egli rispose: No. Essi dunque gli dissero: Chi sei? affinché diamo una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che dici tu di te stesso? Egli disse: Io son la voce d’uno che grida nel deserto: Addirizzate la via del Signore, come ha detto il profeta Isaia. Or quelli ch’erano stati mandati a lui erano de’ Farisei: e gli domandarono: Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta? Giovanni rispose loro, dicendo: Io battezzo con acqua; nel mezzo di voi è presente uno che voi non conoscete, colui che viene dietro a me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio de’ calzari. Queste cose avvennero in Betania al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva a lui, e disse: Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! Questi è colui del quale dicevo: Dietro a me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me. E io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato ad Israele, son io venuto a battezzar con acqua. E Giovanni rese la sua testimonianza, dicendo: Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di colomba, e fermarsi su di lui. E io non lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo. E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figliuol di Dio. Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due de’ suoi discepoli; e avendo fissato lo sguardo su Gesù che stava passando, disse: Ecco l’Agnello di Dio! E i suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. E Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: Che cercate? Ed essi gli dissero: Rabbì (che, interpretato, vuol dire: Maestro), ove dimori? Egli rispose loro: Venite e vedrete. Essi dunque andarono, e videro ove dimorava, e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora. Andrea, il fratello di Simon Pietro, era uno dei due che aveano udito Giovanni ed avean seguito Gesù. Egli pel primo trovò il proprio fratello Simone e gli disse: Abbiam trovato il Messia (che, interpretato, vuol dire: Cristo); e lo menò da Gesù. E Gesù, fissato in lui lo sguardo, disse: Tu sei Simone, il figliuol di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa (che significa Pietro). Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: Seguimi. Or Filippo era di Betsaida, della città d’Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, ed i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret. E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere. Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro, e disse di lui: Ecco un vero israelita in cui non c’è frode. Natanaele gli chiese: Da che mi conosci? Gesù gli rispose: Prima che Filippo ti chiamasse, quand’eri sotto il fico, io t’ho veduto. Natanaele gli rispose: Maestro, tu sei il Figliuol di Dio, tu sei il Re d’Israele. Gesù rispose e gli disse: Perché t’ho detto che t’avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste. Poi gli disse: In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figliuol dell’uomo.

A daily plan reading through Scripture in course. Bible text is in the public domain. (Riveduta 1927)

Today's readings, every morning

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