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Letture del giorno

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Prima lettura

Ebrei 7:7-17

Ora, senza contraddizione, l’inferiore è benedetto dal superiore; e poi, qui, quelli che prendon le decime son degli uomini mortali; ma là le prende uno di cui si attesta che vive. E, per così dire, nella persona d’Abramo, Levi stesso, che prende le decime, fu sottoposto alla decima; perch’egli era ancora ne’ lombi di suo padre, quando Melchisedec incontrò Abramo. Ora, se la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico (perché su quello è basata la legge data al popolo), che bisogno c’era ancora che sorgesse un altro sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec e non scelto secondo l’ordine d’Aronne? Poiché, mutato il sacerdozio, avviene per necessità anche un mutamento di legge. Difatti, colui a proposito del quale queste parole son dette, ha appartenuto a un’altra tribù, della quale nessuno s’è accostato all’altare; perché è ben noto che il nostro Signore è sorto dalla tribù di Giuda, circa la quale Mosè non disse nulla che concernesse il sacerdozio. E la cosa è ancora vie più evidente se sorge, a somiglianza di Melchisedec, un altro sacerdote che è stato fatto tale non a tenore di una legge dalle prescrizioni carnali, ma in virtù della potenza di una vita indissolubile; poiché gli è resa questa testimonianza: Tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec.

Salmo responsoriale

Salmi 78

Cantico di Asaf. Ascolta, popolo mio, il mio insegnamento; porgete gli orecchi alle parole della mia bocca! Io aprirò la mia bocca per proferir parabole, esporrò i misteri de’ tempi antichi. Quel che noi abbiamo udito e conosciuto, e che i nostri padri ci hanno raccontato, non lo celeremo ai loro figliuoli; diremo alla generazione avvenire le lodi dell’Eterno, e la sua potenza e le maraviglie ch’egli ha operato. Egli stabilì una testimonianza in Giacobbe, e pose una legge in Israele, ch’egli ordinò ai nostri padri di far conoscere ai loro figliuoli, perché fossero note alla generazione avvenire, ai figliuoli che nascerebbero, i quali alla loro volta le narrerebbero ai loro figliuoli, ond’essi ponessero in Dio la loro speranza e non dimenticassero le opere di Dio, ma osservassero i suoi comandamenti; e non fossero come i loro padri, una generazione caparbia e ribelle, una generazione dal cuore incostante, e il cui spirito non fu fedele a Dio. I figliuoli di Efraim, gente di guerra, buoni arcieri, voltaron le spalle il dì della battaglia. Non osservarono il patto di Dio, e ricusarono di camminar secondo la sua legge; e dimenticarono le sue opere e i prodigi ch’egli avea loro fatto vedere. Egli avea compiuto maraviglie in presenza de’ loro padri, nel paese d’Egitto, nelle campagne di Zoan. Fendé il mare e li fece passare, e fermò le acque come in un mucchio. Di giorno li guidò con una nuvola, e tutta la notte con una luce di fuoco. Schiantò rupi nel deserto, e li abbeverò copiosamente, come da gorghi. Fece scaturire ruscelli dalla roccia e ne fece scender dell’acque a guisa di fiumi. Ma essi continuarono a peccare contro di lui, a ribellarsi contro l’Altissimo, nel deserto; e tentarono Dio in cuor loro, chiedendo cibo a lor voglia. E parlarono contro Dio, dicendo: Potrebbe Dio imbandirci una mensa nel deserto? Ecco, egli percosse la roccia e ne colarono acque, ne traboccaron torrenti; potrebb’egli darci anche del pane, e provveder di carne il suo popolo? Perciò l’Eterno, avendoli uditi, s’adirò fieramente, e un fuoco s’accese contro Giacobbe, e l’ira sua si levò contro Israele, perché non aveano creduto in Dio, né avevano avuto fiducia nella sua salvazione; eppure egli comandò alle nuvole di sopra, e aprì le porte del cielo, e fece piover su loro manna da mangiare, e dette loro del frumento del cielo. L’uomo mangiò del pane dei potenti; egli mandò loro del cibo a sazietà. Fece levare in cielo il vento orientale, e con la sua potenza addusse il vento di mezzodì; fece piover su loro della carne come polvere, degli uccelli alati, numerosi come la rena del mare; e li fece cadere in mezzo al loro campo, d’intorno alle loro tende. Così essi mangiarono e furon ben satollati, e Dio mandò loro quel che aveano bramato. Non si erano ancora distolti dalle loro brame, avevano ancora il loro cibo in bocca, quando l’ira di Dio si levò contro loro, e ne uccise tra i più fiorenti, e abbatté i giovani d’Israele. Con tutto ciò peccarono ancora, e non credettero alle sue maraviglie. Ond’egli consumò i loro giorni in vanità, e i loro anni in ispaventi. Quand’ei li uccideva, essi lo ricercavano e tornavano bramosi di ritrovare Iddio; e si ricordavano che Dio era la loro ròcca, l’Iddio altissimo il loro redentore. Essi però lo lusingavano con la loro bocca, e gli mentivano con la loro lingua. Il loro cuore non era diritto verso lui, e non eran fedeli al suo patto. Ma egli, che è pietoso, che perdona l’iniquità e non distrugge il peccatore, più volte rattenne la sua ira, e non lasciò divampare tutto il suo cruccio. Ei si ricordò ch’essi erano carne, un fiato che passa e non ritorna. Quante volte si ribellarono a lui nel deserto, e lo contristarono nella solitudine! E tornarono a tentare Iddio e a provocare il Santo d’Israele. Non si ricordaron più della sua mano, del giorno in cui egli li liberò dal nemico, quando operò i suoi miracoli in Egitto, e i suoi prodigi nelle campagne di Zoan; mutò i loro fiumi in sangue, e i loro rivi in guisa che non potean più bere; mandò contro loro mosche velenose che li divoravano, e rane che li distruggevano; dette il loro raccolto ai bruchi e la loro fatica alle locuste; distrusse le loro vigne con la gragnuola e i loro sicomori coi grossi chicchi d’essa; abbandonò il loro bestiame alla grandine e le lor gregge ai fulmini. Scatenò su loro l’ardore del suo cruccio, ira, indignazione e distretta, una torma di messaggeri di malanni. Dette libero corso alla sua ira; non preservò dalla morte la loro anima, ma abbandonò la loro vita alla pestilenza. Percosse tutti i primogeniti d’Egitto, le primizie del vigore nelle tende di Cham; ma fece partire il suo popolo a guisa di pecore, e lo condusse a traverso il deserto come una mandra. Lo guidò sicuramente sì che non ebbero da spaventarsi, mentre il mare inghiottiva i loro nemici. Li fece arrivare alla sua santa frontiera, alla montagna che la sua destra avea conquistato. Scacciò le nazioni dinanzi a loro, ne assegnò loro a sorte il paese quale eredità, e nelle tende d’esse fece abitare le tribù d’Israele. E nondimeno tentarono l’Iddio altissimo e si ribellarono e non osservarono le sue testimonianze. Si trassero indietro e furono sleali come i loro padri; si rivoltarono come un arco fallace; lo provocarono ad ira coi loro alti luoghi, lo mossero a gelosia con le loro sculture. Dio udì questo, e si adirò, prese Israele in grande avversione, onde abbandonò il tabernacolo di Silo, la tenda ov’era dimorato fra gli uomini; e lasciò menare la sua Forza in cattività, e lasciò cader la sua Gloria in man del nemico. Abbandonò il suo popolo alla spada, e s’adirò contro la sua eredità. Il fuoco consumo i loro giovani, e le loro vergini non ebber canto nuziale. I loro sacerdoti caddero per la spada, e le loro vedove non fecer lamento. Poi il Signore si risvegliò come uno che dormisse, come un prode che grida eccitato dal vino. E percosse i suoi nemici alle spalle, e mise loro addosso un eterno vituperio. Ma ripudiò la tenda di Giuseppe, e non elesse la tribù di Efraim; ma elesse la tribù di Giuda, il monte di Sion ch’egli amava. Edificò il suo santuario a guisa de’ luoghi eccelsi, come la terra ch’egli ha fondata per sempre. Elesse Davide, suo servitore, lo prese dagli ovili; lo trasse di dietro alle pecore lattanti, per pascere Giacobbe suo popolo, ed Israele sua eredità. Ed egli li pasturò secondo l’integrità del suo cuore, e li guidò con mano assennata.

Seconda lettura

2 Timoteo 4:19-22

Saluta Prisca ed Aquila e la famiglia d’Onesiforo. Erasto è rimasto a Corinto; e Trofimo l’ho lasciato infermo a Mileto. Studiati di venire prima dell’inverno. Ti salutano Eubulo e Pudente e Lino e Claudia e i fratelli tutti. Il Signore sia col tuo spirito. La grazia sia con voi.

Vangelo

Luca 2:22-40

E quando furon compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino in Gerusalemme per presentarlo al Signore, com’è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà chiamato santo al Signore, e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani piccioni. Ed ecco, v’era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; e quest’uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d’Israele; e lo Spirito Santo era sopra lui; e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non vedrebbe la morte prima d’aver veduto il Cristo del Signore. Ed egli, mosso dallo Spirito, venne nel tempio; e come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge, se lo prese anch’egli nelle braccia, e benedisse Iddio e disse: "Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola; poiché gli occhi miei han veduto la tua salvezza, che hai preparata dinanzi a tutti i popoli per esser luce da illuminar le genti, e gloria del tuo popolo Israele". E il padre e la madre di Gesù restavano maravigliati delle cose che dicevan di lui. E Simeone li benedisse, e disse a Maria, madre di lui: Ecco, questi è posto a caduta ed a rialzamento di molti in Israele, e per segno a cui si contradirà (e a te stessa una spada trapasserà l’anima), affinché i pensieri di molti cuori sieno rivelati. V’era anche Anna, profetessa, figliuola di Fanuel, della tribù di Aser, la quale era molto attempata. Dopo esser vissuta col marito sette anni dalla sua verginità, era rimasta vedova ed avea raggiunto gli ottantaquattro anni. Ella non si partiva mai dal tempio, servendo a Dio notte e giorno con digiuni ed orazioni. Sopraggiunta in quell’istessa ora, lodava anch’ella Iddio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme. E come ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazaret, loro città. E il bambino cresceva e si fortificava, essendo ripieno di sapienza; e la grazia di Dio era sopra lui.

Le letture seguono il lezionario bizantino. Il testo delle Scritture è di pubblico dominio. (Riveduta 1927)

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